La musica oggi... la musica ieri...

"C'è una casa tra i monti in Galles...
Bron-Yr-Aur la chiamano...
'Il seno d'oro'.
E' una bella casa...
aria pulita, affacciata sul lago, lontana dai fumi, lontana dai claxon.
Un ragazzo... folti riccioli biondi, si e no vent'anni...
Sta accovacciato su di un muretto a secco, mentre intreccia lunghi soffioni con fiori di campo...
Fischietta un lento motivetto in LAm..."
Che poi sia andata così... Chissà...
Beh... Magari poi non era tanto la casa tra i monti... quanto l'Hyde Park di Londra...
Perchè poi beh... corre poco tra lunghi soffioni e lunghi cann... vabbè lasciamo perdere... In fondo sono gli anni '70. Succede di tutto.
Ma non è ne di Hippie ne furgoncini Volkswagen che voglio parlare... Ho voluto iniziare parlando di "Starway to Haeven" e del Paradiso in cui nata perchè ormai sotto lo sfondo così cupo dell'attuale civiltà del benessere anche le arti tendono a confondersi, a smarrire la loro identità. Le comunicazioni di massa, la radio e soprattutto la televisione, hanno tentato non senza successo di annientare ogni possibilità di solitudine e di riflessione.
Se poi a questo ci aggiungi un' aria di piombo... il rumore del traffico...
Uscire dal centro? Quaranta minuti. Ti passa la voglia.
E se è davvero giusto quello che ci dice Hegel che "la musica dovrebbe elevare l'anima al di sopra di se stessa, farla librare al di sopra del suo soggetto e creare una regione dove, libera da ogni affanno, possa rifugiarsi senza ostacoli nel puro sentimento di se stessa"...
Beh... datetemi retta... Ora come ora... mi calo una pasta... passo alla techno.
D.g.


3 Comments:
Ci sono anche io a calarmi un pastone....tranzebo..!!
MjK
deh passo la pasta ma prendo la ganja
cekke assonnato
boi deh dove sono le paste...
PERA
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