Il Nano, La Puttana e il Re (Part One)
Ma ora smettiamola di sparare perle di saggezza e iniziamo a raccontare la nostra storia.....
Milano..13 Gennaio 2007....ore 22.00
Arrivati alla stazione di Milano, i due ragazzi eccitati, si misero a sedere su una panchina, aspettando l'arrivo del treno che li doveva portare al Matrix. Avevano sentito parlare molto di quel luogo...forse troppo. Musica stratosferica, adrenalina pura che ti scorre nelle vene, sensazioni di pura esaltazione, ma in realtà non avevano ben idea di dove andassero. Erano soli, due, unici, pazzi.
Finita la loro cena, videro il treno arrivare, convalidarono il biglietto e presero posto in una carrozza. La scelsero abbastanza piena anche perchè li pigliava male fare il viaggio nella più assoluta solitudine.
Spento l'ultimo cicchino del pacchetto, Jack si rese conto che la serata era appena iniziata, mentre il fumo era appena finito. Mentre stava tornando al suo posto si imbattè in una ragazza. Era bellissima, occhi verdi che luccicavano, capelli color ebano, viso fantastico che luccicava nella notte grazie ad un piercing sotto il labbro. La domanda fu banale da parte del giovane, ma la risposta non fu secca e scorbutica, anzi angelica,tanto che Jack si scordò presto ciò che aveva domandato. Anche Pauleda, suo compagno di spedizione, rimase impassibile di fronte a così tanta bellezza, anzi rimase stordito. "Sono le 22.15, non credo tu possa fumartene un'altra, il treno parte ora!" - disse con accento svizzero, e se ne ritornò dalla sua amica. Il cuore pulsava nei due ragazzi che a fatica ritornarono a sedere.
Ancora il treno non era partito, ma già l’emozione era elevata.
Ad un tratto la porta del vagone si aprì. Tre ragazzi percorsero il corridoio,molto molleggiati, sguardo fisso davanti al loro. Erano le cosiddette figure che appena le vedi ti piglia un coccolone: erano cattivi, molto cattivi, e pelati.
Un unico commento uscì dalla bocca di Pauleda: “Peggio della Fortezza non può essere sto posto…” Jack si stava cagando letteralmente…in mano.
Non era finita lì.
Li seguiva, un nano. Si avete capito bene, un vero e proprio nano.
Era bombatissimo, moleggiato come gli altri, anzi forse più torto degli altri. Giubbottino blu, con pelo. Chiaramente non aveva il biglietto, e se ne andava anche lui come i suoi compagni al Matrix. Non vi sto a descrivere le facce dei nostri amici. Erano sbiancati, non sapevano cosa dire e chiaramente si stavano facendo le paranoie più pese su questo posto.
Il viaggio andò bene, o almeno andò tranquillo. Erano molto preoccupati ma si fecero coraggio l’un l’altro.
Alle 23.15 circa il treno si fermò tra la nebbia. Le porte si aprirono e un muro “del pianto” gli apparì davanti. Scesero impauriti quasi tremanti come le foglie in una giornata invernale che non vuole finire mai.
Iniziarono le urla e le grida rabbiose ed esaltanti dei membri del treno che scesero: tutti erano gasati,tutti tranne i nostri amici, che oramai seguivano le due svizzere, come cani con le lingue penzolanti in cerca di aiuto.
Dovete sapere che alla stazione sarebbe passata una navetta che in circa 10 min avrebbe trasportato la gente alla discoteca.
I due ragazzi aspettarono con molta calma la navetta,e chiaramente furono gli ultimi a prenderla. Non volevano andare contro nessuno, e forse era meglio così. Sei in una città che non è la tua, sono più grossi, più cattivi e strafatti. “Vai per la tua strada e non pensare ad altro” – così ragionò Pauleda tra sé e sé.
Tirò fuori dalla tasca del giubbotto la sua Red Bull, tenuta da parte per quel momento e come un buon amico la smezzò con Jack. Erano emozionati, e adrenalinici. La paura sembrò svanire fino al momento in cui un ragazzo, che indossava un cappello orribile, si avvicinò a Jack e gli bisbigliò sotto voce: “Pastiglie, Cocaina, Cartoni?????” – Il ragazzo rifiutò con un secco no, ma inizialmente rimase turbato, era la prima volta che gli offrivano tali droghe, e in quel preciso momento capì che stava andando verso l’inferno.
Diversa fu la reazione di Pauleda, che lentamente disse all’amico: “Pastiglie??….icche sono quelle per la gola….Mamma mia….mi sono calati in basso….ma di Paste…Pasticche….ma non Pastiglie che sembrano quelle che mi dà la mi nonna.” - e scoppiò in una risata.
Fatto sta che salirono verso le 00.35 sulla navetta e alle 00.40 erano davanti al monumento della musica techno…
Dopo questa fatica immensa la spedizione era iniziata, erano davanti, ce l’avevano fatta.
Welcome To The MatriX....!!!!



3 Comments:
carino ma ha molti difetti: 1)nessuno può pensare che sia una storia x bambini dato il nome, visto che nel nome vi è una parolaccia (puttana)...
2) secondo me (ed io, come è noto, ho sempre ragione) non si convengono alla lingua scritta espressioni della lingua parlata (per esempio: piglia male, molleggiati, torti, pelahi, gente per dire di 2-3 persone...)
3) basta la smetto di romperti le balle... ho scritto pure troppo...
.cek (nobel in letteratura 1988-1990-1995-candidato 2007)
Accetto volentieri critiche....
Lo sai come scrivo comunque...come il maiale...
1) e vero...infatti dovrei cambiarlo....
2)non mi rompere i cojoni...
3) lool bene che qualcuno abbia commentato....sopratutto se sei te Cek....critiche costruttive anche perchè devo scrivere la seconda parte....
MjK ( nel 1988 sei nato e nel 90 avevi 2 anni...cmq comlimenti per il nobel del 2007...ti voterò)
non mi resta che dire.... L A L
(leggetelo come a-style... chi può intendre lo faccia)
.cek
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