sabato, febbraio 03, 2007

Sogno di una notte parte one


Erano passate da dieci minuti le 2:00 ed era ancora sveglio. Gli occhi spenti persi nel vuoto e la mente piena di pensieri.

Accese la candela e con la sua luce tremolante si riprese da quella pietosa attesa, ora era sdraiato sullo sporco piumone del suo letto, vestito, così era andato a letto, e con nessuna speranza in una buona notte. Con immensa fatica si tirò su e si mise a sedere sul bordo del letto.

Era quello il suo Saloon, il luogo più privato che possedesse. Intorno a lui trovava solo se stesso poiché quelle quattro mura erano per lui i muri tra la sua anima ed il mondo e nessuno poteva permettersi di violare il Saloon, nessuno che non avesse avuto il suo permesso, chiaro.

Si ritrovava ogni tanto, immerso nelle sue fantasie e chiuso nelle preoccupazioni, a perdersi in se stesso fumando ed immaginando un mondo diverso, una storia inventata, una vita mai vissuta.

Si guardo intorno. Illuminati da quel fioco bagliore stavano appoggiati sul comodino gli avanzi di quei grammi d'erba che gli avevano allietato tante di quelle serate di merda, tipo questa, altrimenti così fredde.

A tastoni riuscì a trovare nell'atrio più occulto della sua tasca quella che un tempo poteva assomigliare ad una cartina lunga, tentò di dargli una forma.

“Adoro l'erba” pensò “troppo più comoda, neanche la fatica di sdrumare”.

Accovacciato nel suo “locus ameanus” si diede con sacra devozione a quell'arte considerata dai molti così volgare, sul palmo l'erba, cercò di eliminare gli ultimi grumi formatisi.

Pensava adesso a quanti attimi aveva vissuto su quel letto, quante volte il tempo si era fermato per lui, quante le persone che più o meno con forza erano entrate nella sua vita.

Ogni ricordo ora gli rimbombava nel cervello, ognuno apparteneva ad una particolare ragazza. In maniera diversa infatti l'avevano, volente o no, accompagnato durante la sua strada e chissà se cel' avesse fatta senza i suoi angeli :“Che poi proprio ''angeli'' non erano” obiettò a se stesso...

Ma le aveva amate tutte quante quelle compagne, ognuna in modo diverso, con chi aveva creato sogni, speranze, con chi invece aveva solo vissuto il sogno di un momento; di ognuna aveva imparato ad apprezzare i pregi ed amare i difetti, tanto quanto i particolari che la rendevano unica... “Deve essere lo sguardo a cambiare” pensò e continuò nel suo lavoro...

“Perfetta” sussurrò soddisfatto alla fine, la fissò ancora una attimo, si sentiva come un padre di fronte alla sua creazione più bella e gli voleva quasi bene....

Fini l'opera tamburllandola sulla cintura dei suoi Levi's assicurandosi che non un solo chicco scappasse, la accarezzò un ultima volta donandogli una forma più regolare. Era pronta.

La fiamma della candela bruciava lentamente la carta in eccesso mentre il calore si avvicinava al tabacco. Il primo tiro era sacro. Incandescente l'erba risplendeva nel oscurità della stanza come una stella lontana lotta per il suo posto nello spazio. I polmoni si riempirono di quell'insolito amico . Si ributtò sul letto. Ora più nessun pensiero gli attraversava la mente, lo sguardo perso nel vuoto accogliente della camera arrivava a scontrarsi troppo presto con il soffitto. La cosa lo infastidiva ma non ci penò più di tanto.

Con lenti respiri aspettava che il fumo gli scaldasse la gola per trattenere un istante il fiato, l'unico rumore i saltuari scoppiettii dell'erba che quasi lo divertivano. Espirò ed una bianca nuvola di panna fuggì dalla sua bocca socchiusa. Concluse quel tiro con un cerchio. Chiaramente perfetto.

Ora più niente, un caldo capogiro lo invitò a chiudere gli occhi.

«Trasumanar.......e il naufragar m'è dolce in questo mare»
Capiva adesso, rise, guardò la candela, la spense.

Ma sopraggiunse una melodia nuova, sposa di un acre profumo che li permeò le narici.

Anche se mai ascoltata prima la conosceva bene, era l'agonia dell'attesa del giorno dopo, la tremenda attesa del domani che tornava con irruenza a sfondare le porte di quel paradiso. “E sarà anche questa una lunga notte..." pensò ma chiuse gli occhi e si lascio andare....

R.C.

5 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Non so che dire....
bellissima...
vermanete mi è piaciuta tantissimo....
complimenti rocca...

Bosco


Mjk

1:52 PM  
Anonymous Anonimo said...

dici questo perchè non hai ancora sentito la seconda parte...
è il delirio di un pazzo....:D

buena

R.C.

2:18 PM  
Anonymous Anonimo said...

ehehhehee


Mjk

3:46 PM  
Anonymous Anonimo said...

Ma possibile che qualcuno in questo blog non parli mai di fica...lol


DAVID PERANI

2:22 PM  
Anonymous Anonimo said...

bella,
ma se un malcapitato legge gli ultimi interventi in questo blog si uccide... ne sono sicuro.

cek

8:20 PM  

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