martedì, febbraio 27, 2007

:))

X AGOSTO
di Giovanni Pascoli

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!




(è la mia poesia preferita. Forse perche c'è il mio nome... chissà)

cek

martedì, febbraio 20, 2007

Music...!!

Attraverso le canzoni ti scorre tutta la vita,
in quei quattro minuti di pura follia la tua mente viaggia,
la gente paragona la musica a magia, a fantasia, a passione,
la musica per me è qualcosa che va al di là di ogni pensiero,
ti porta via, ti fa dimenticare tutto, ti rendi conto cosa realmente possiedi,
solo attraverso sette note, di insignificante valore, crei un nuovo mondo,
una nuova realtà migliore di tutto quella merda che hai attorno,
è vero le canzoni non ti tradiscono, non ti lasciano mai, ci sono sempre quando hai bisogno,
e in questo periodo c’è sempre bisogno.
Durante quei quattro minuti la tua vita scorre davanti ai tuoi fottutissimi occhi,
e spesso il ricordo e la malinconia vincono nel tuo animo.
Musica come determinazione di un assoluto, di un credo che hai sempre avuto.
Sogni, viaggi, vaghi, ti distrai, esali l’ultimo tuo cazzo di respiro della giornata, sentendo musica,
è qualcosa che hai dentro, una droga: sei dipendente ed è un piacere esserlo.
Nelle vene ti scorre il ritmo, sale su come qualcosa che hai nel sangue, fino a giungere al cuore, al cervello, all’animo, fino ad uscire attraverso li occhi sotto forma di lacrime.
La musica è poesia, è emozione, è qualcosa che suscita sensazioni opposte,
goia, passione, malinconia, tristezza, allegria, smarrimento.
Ognuno ha una sua canzone preferita, e ritengo che la canzone preferita è quella tipologia di canzone che non smetteresti mai di ascoltare durante tutta la tua vita,
pigi play e via, fino a che sarai troppo triste o felice per continuare.
La musica è tutto ciò che rimane come forma di libertà e di autonomia,
comporre musica, vuol dire dare un messaggio, un segnale,
cercare di far provare le tue stesse sensazioni anche ad altri,
ascoltare musica vuol dire immedesimarsi, farsi trasportare.
Ah già….musica è trasporto, contagio, contaminazione…..
La musica è arte,
è buio, è luce… è rumore, è silenzio..
e allora shhhhhhhh…silenzio…

Dove le parole finiscono, inizia la musica.... (Heinrich Heine)



Mjk







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giovedì, febbraio 15, 2007

PUFFI COMUNISTI

I puffi sono delle creature di colore blu, indossano tutti un berretto bianco, tranne il capovillaggio che ha un berretto rosso.
La loro età non è ben definibile, diciamo che ci sono un anziano (grandepuffo) ed il resto della comunità sembra essere composto da individui adulti ma ancora relativamente giovani, ciò ha notevoli ripercussioni anche nella vita sociale del villaggio e nei rapporti tra gli individui che analizzeremo in seguito.
Nelle versioni successive vengono introdotti nuovi personaggi, un pittore, un poeta, un anziano e tre bambini, non a caso ciò coincide con l'avvio della glasnost di Gorbacev Mihail Sergeevic, probabilmente anche nel mondo dei cartoni animati la "pubblicità" stava modificando le cose.
Il genere sessuale è altrettanto indefinibile dai tratti somatici che sono uniformi per tutti i puffi, lo si intuisce dai comportamenti sociali. La mancata differenziatione tra i sessi e tra gli individui sicuramente ci riporta all'idea comunista di società egualitaria senza barriere tra i sessi e tra gli individui .Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli abitanti del villaggio, un'inquietante somiglianza con uno degli aspetti più biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l'induviduo annegandolo nella massa.
C'è un solo essere femminile all'interno della comunità, si chiama puffetta e si distingue dagli altri per una fluente chioma bionda.
I puffi si identificano l'uno con l'altro solamente grazie al ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità.
La parola "puffo", che precede la qualifica che contraddistingue i puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola "compagno" utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell'apparato e tutti cittadini.
ANALISI DI ALCUNI PERSONAGGI
Quattrocchi
E forse il personaggio più interessante dopo grandepuffo, il suo ruolo sociale all'interno della comunità è quello del contestatore.
Si contrappone a Grandepuffo nelle scelte da prendere per la vita villaggio e la sua pedanteria molto spesso scade nel ridicolo. Il suo ruolo attanziale è quello di un leader nell'ombra.
Anche le caratteristiche fisiche del personaggio Quattrocchi sono molto particolari, porta gli occhiali ed assume sempre un'aria ed una posa da saccente nei confronti dei suoi "compagni". Grandepuffo non sembra dare molto peso al Quattrocchi ma se improvvisamente il villaggio si trovasse senza la guida dell'anziano despota, l'occhialuto puffo sarebbe il successore naturale.
Facendo un paragone con la storia dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) questo personaggio sembra richiamare alla memoria il compagno Lev Davidovic Trockij (pseudonimo di Lejba Bronstejn) ucciso dagli emissari di Stalin (pseudonimo di Iosif Vissarionovic Dzugasvili) in Messico il 20 Agosto 1940. All' interno della vita del villaggio quindi si riproporrebbe lo scontro tra la linea dura ed russocentrica di Grandepuffo/Stalin, contro quella rivoluzionaria e contestatrice di Quattrocchi/Trockij.
Non mancano episodi peraltro dove Quattrocchi viene allontanato dal villaggio ed espulso dalla comunità dei puffi che si ribellano contro le continue contestazioni.
Nelle immagini che ho riportato è possible coglire questa inquietante analogia. Tutto ciò non fa altro che orientare la vita del villaggio su un modello non solo comunista, ma addirittura staliniano!
Puffetta
Altro personaggio di straordinaria rilevanza all'interno della comunità è Puffetta.
Puffetta è l'unico essere femminile nel villaggio (fino a quando non ne viene introdotto un altro in una serie successiva), i modi di fare e il campo di azione del personaggio Puffetta sono identici a quelli di tutti i componenti maschi della comunità. La distinzione tra i ruoli dei personaggi non è dovuta al genere quindi ma solamente al ruolo che ogni individuo ricopre nel processo di produzione.
Puffetta arricchisce di mistero la vita del villaggio contribendo a dare alla comunità un elemento di rottura dal punto di vista socio-sessuale; il villaggio senza Puffetta sarebbe solo una grande comunità maschile.
Da ciò nascono numerosi interrogativi che ad un pubblico adulto non possono sfuggire:
E' Puffetta la madre dei piccoli puffi che nascono nel corso del cartone animato?
Come si riproducono i puffi?
Gli organi genitali e l'apparato riproduttivo dei puffi come sono fatti?
Hanno stimoli sessuali?
Se si come avviene il rapporto sessuale?
Se i puffi hanno rapporti sessuali, allora Puffetta essendo l'unica donna del villaggio, si presta (evidentemente a turno) a questa attività in puro spirito di condivisione totale delle risorse.
Una teoria di interpretativa sostenuta da Guiggiani identifica Puffetta come un elemento di rottura della famiglia patriarcale che vedeva la donna emarginata e posta in secondo piano nei rapporti di valore, interpersonali, sessuali e sociali.
Probabilmente l'elemento Puffetta attribuisce una maggiore idea di uguaglianza sociale ad i membri del villaggio che non risentono assolutamente della presenza di una sola femmina all'interno del gruppo. Anzi è proprio Puffetta che si erge al disopra del ruolo del maschio occidentale trasformando la propria emancipazione in quella di tutte le donne comuniste che si pongono nella vita, nella produzione e nella vita sessuale allo stesso pari dell'uomo.
Forzuto
Ogni società ed ogni comunità attribuisce a qualche soggetto il monopolio della violenza legittima, nel villaggio dei puffi questo ruolo è di pertinenza di forzuto.
Forzuto è il braccio dell'esecutivo (grandepuffo) egli ha potere di coercizione, in quanto la propria forza fisica lo rende istituzionalmente preposto a gestire l'ordine della comunità.
Non è un caso se in molti episodi è Forzuto che regola le espulsioni coatte dal villaggio o lotta con il nemico comune Gargamella.
Il ruolo ricoperto da Forzuto lo inquadra come un tipico agente di sicurezza sovietico, anzi in molti episodi in vera e propria funzione di spia dell'Nkvd (poi Kgb, adesso Fsb).
Vanitoso
Anche il puffo vanitoso rientra a pieno titolo nella categoria di puffi che hanno un enorme peso sociale nella vita del villaggio.
I modi di fare e gli atteggiamenti di vanitoso lo qualificano con certezza come un omosessuale, nonostante questa evidente diversità egli è accettato a pieno nella comunità.
Vanitoso è la riprova che il villaggio dei puffi è basato sui principi di uguaglianza sessuale.
Poeta/Pittore
Puffo Poeta e puffo Pittore sono l'esempio che nel villaggio trovano spazio anche voci del dissenso che non vengono tollerate dal sistema vigente in URSS.
I due personaggi infatti vengono introdotti con l'avvento della glasnost, ed in vero clima di disgelo contribuiscono ad arricchire una società che fino ad allora era solamente orientata alla produzione e all'applicazione dei principi marxisti-leninisti all'interno del villaggio.
SMURF

Il titolo originale delle tavole di Peyo era "La Flute à Six Schtroumpfs". Nella commercializzazione è stato modficato a seconda della lingua di programmazione del cartone animato (ci sono 25 versioni fino ad oggi):
Olandese - Smurfenin
Tedesco - Smurfen
Francese - Schtroumpf
Spagnolo - Pitufos
Danese - Smols
Afrikaans - Smurfies
Serbo-Croato - Strumps
Giapponese - Cumafu
Ungherese - Torpèk
Ciò che ci interessa era il titolo con cui il cartone animato veniva proposto ai bambini angolofoni: SMURF
Apparentemente il titolo non ha legami con il mondo reale ed è una pura fantasia, alcuni studiosi di questo fenomeno mediatico invece hanno provato a dare una interpretazione anche alle motivazioni per le quali è stato scelto questo nome bizzarro.
Le iniziali di Smurf infatti potrebbero essere riferite a:
Socialist
Men
Under a
Red
Father
Per me ed il Mio Collega ciò sembra una forzatura alla ricerca, probabilmente viziata dalla Tesi di partenza.
Tuttavia non è da escludere che sia l'ennesimo messaggio subliminale nascosto nei livelli di lettura profondi del cartone animato. In fin dei conti era soprattutto il mondo anglofono (USA-GB) il principale nemico del comunismo.
Viste le innumerevoli sorprese che ci ha riservato questo studio non possiamo trascurare che sia possibile leggere il titolo del cartone animato come:
"uomini socialisti sotto un padre rosso"
Elemento di fonadmentale importanza che riconduce "Il Villaggio dei Puffi" ad un cartone animato di chiara matrice politico\paritica è il linguaggio.
Innanzitutto i nomi dei personaggi, che come abbiamo già riportato indicano il ruolo che il soggetto assume nel processo produttivo e non sono stabiliti alla nascita come avviene nella normale prassi. Da un punto di vista semantico inoltre, la parola "puffo" si sostituisce molte volte al normale frasario (ad esepio verbi come "fare", sono tradotti come "puffare") ma viene anteposta al nome dell'individuo per qualificarlo (puffo inventore, puffo poeta, et.).
Da ciò è possibile dedurre che "PUFFO significa COMPAGNO"!
Pertanto come tra i membri del Partito Comunista, anche i Puffi tra di loro si chiamano compagni.
In secondo luogo le canzoni che i puffi cantano durante le attività lavorative, ad esempio la famosissima "la la lala lala la lalalala................" (con una vaga somiglianza all'inno dell'URSS).
Nel regime sovietico le canzoni che i lavoratori cantavano erano composte appositamente dall'intellighenzia e trattavano temi sociali, inneggiando al proletariato e alla produzione.
Anche nel villaggio, l'attività lavorativa viene scandita dal ritmo di canzoni che servono per incitare i Puffi nel loro lavoro.
E' tipica la scena in cui i Puffi si incamminano in fila indiana (capofila ovviamente è sempre l'omnipresente Grandepuffo) per recarsi a lavorare e cantano canzoni per incentivare la produzione.
Oltre a questo le canzoni determinano l'appartenenza dei membri della comunità dei Puffi, con lo stesso ruolo delle note dell'Internazionale socialista.
Durante le attività lavorative, è immancabile la coordinzione e la supervisione di Grandepuffo, lo stesso vale quando i Puffi suonano, infatti è Grandepuffo a dirigere l'orchestra
IL VILLAGGIO DEI PUFFI
La struttura del villaggio è molto particolare, le abitazioni dei Puffi sono fatte a forma di fungo, sono composte da un unco locale, infatti le dimensioni sono molto limitate (elemento tipico dell'edeilizia popolare sovietica)
I colori esterni sono sgargianti a dispetto di un interno molto scarno e spoglio.
Le case del villaggio sono predisposte in modo che non ci siano "posizioni migliori" tra le abitazioni, anche la casa di Grandepuffo è mimetizzata in mezzo alle altre.
Il villaggio è collocato in una vallata, non molto lontano c'è la magione del nemico dei Puffi, Gragamella che vive in una casa decadente e malmessa.
Gargamella
Egli è il enmico giurato dei Puffi, un uomo di mezza età, brutto, pelato e soprattutto molto cattivo.
Gargamella è un mago di scarse capacità, ha un obbiettivo nella vita che è quello di catturare i Puffi al fine di trasformarli in oro.
E' certamente il nemico numero uno dei Puffi, dal quale diffidare sempre perchè malvagio e infido.Gargamella non è altro che la raffigurazione umana del capitalismo!
Il fatto che voglia trasformare i Puffi in oro (e quindi in mercato) non è casuale.
Altro elemento d'interesse può darcelo il libro di formule magiche adottato dal perfido mago, che altro non sarebbe se non un richiamo alla pochezza della cultura occidentale.
I Puffi si trovano sempre a combattere contro Gargamella e sempre riescono brillantemente a sopraffarlo, ciò è segno dell'incompatibilità tra il sistema socialista e quello capitalista che come previsto da Stalin avrebbero finito inevitablmente per scontrarsi tra loro.
Birba
Gargamella possiede un gatto di nome Birba.
Il gatto è cattivo come il padrone e dall'aspetto molto ripugnante.
Anche Birba caccia i Puffi (ma per mangiarli) e nutre un odio viscerale contro il popolo blu.
Nella versione originale del cartoneanimato Birba si chiamava Azreal, tipico nome di origine ebraica, quindi probabilmente il gatto rappresenta l'altro grande nemico del regime sovietico, gli Ebrei.
Birba/Azreal potrebbero rappresentare un incitamento ai pogrom oppure contribuire a rafforzare la diffidenza nei confronti degli Ebrei (basti ricordare Stalin e la congiura dei medici).
L'ECONOMIA DEL VILLAGGIO
Forse l'aspetto economico è uno dei più interessanti elementi a supporto dell'ipotesi che è sostenuta in queste pagine.
L'economia del villaggio è pianificata e centralizzata sul modello socialista reale.
Grandepuffo è l'artefice dei "piani" economici (di impostazione staliniana), non è possibile rintracciare attività private volte a fini di lucro nel villaggio.
La N.E.P. sembra una chimera per i poveri Puffi, costretti a lavorare per vedere poi la produzione redistribuita secondo criteri egualitaristici stabiliti da Grandepuffo; per cui chi produce in maniera disomogenea si vedrà retribuito uniformemente, anche rispetto a chi ha prodotto più (o meno) di lui.

Il mercato all'interno del villaggio è inesistente, anche la moneta non esiste; tutto avviene per principi redistributivi stabiliti e pianificati dall'alto.
Lo scambio o il baratto non vengono praticati perchè i bisogni dei Puffi sono tutti identici dato che i Puffi sono "perfettamante uguali tra loro" anche nelle necessità.
Infatti nella società dei Puffi non ci sono classi sociali, non esiste una borghesia in quanto i mezzi di produzione appartengono al popolo; i Puffi sono un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando le idee del socialismo reale.
E' Grandepuffo che stabilisce che cosa serve, in che quantità e quando deve essere prodotto o raccolto.
La conformazione del villaggio sotto il punto di vista economico perciò è quella di un Kolchoz sovietico.
Questa inquietante analogia con i principi (soprattutto con i modi di attualizzazione) del marxismo-leninsmo è la riprova della faziosità del cartone animato.
E' possibile anche identificare un'oligarchia comunista che si è soppiantata agli eventuali Kulaki preesistenti nel villaggio. Come sosteneva Milovan Gilas nei suoi scritti sull'oligarchia nel regime comunista (la c.d. Nomenklatura) anche nei puffi ci sono individui che godendo del favore del capo si arricchiscono alle spalle del popolo. Un esempio di ciò è Puffo Goloso, che infischiandosene dell'equa redistribuzione del cibo, approfitta della propria posizione per soddisfare la sua fame alle spalle degli altri Puffi.

D_G fonte: Web


mercoledì, febbraio 14, 2007

Chase Our Dreams


"Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi."

[Alessandro Baricco]

domenica, febbraio 11, 2007

Il nano, la Puttana e il Re (Part two)

La navetta si fermò in una piazzola…o almeno così doveva essere….perché la fitta nebbia li occultò la vista. Nebbia…foschia….vento che soffiava…..ma una luce all’orizzonte….un’insegna….. Matrix – Minimal Techno…. Erano finalmente lì...per anni avevano sentito di quel posto....sicuramente era famoso....non sempre con aggettivazione positiva….ma era sicuramente famoso… Numerosi ricordi di serate sentite e di racconti fantastici affioravano nella mente dei due increduli ragazzi…che stavano per intraprendere quel lungo viaggio…nel regno della musica elettronica…. La coda era come la nebbia che li circondava…fitta…. Dopo un quarto d’ora di attesa….i due ragazzi entrarono….. A differenza di molte discoteche…si pagava all’inizio…e così i nostri amici si misero a fare un bel periodo di coda…. “Lista Matrix Paolo +1”…così esordì Pauleda…sotto l’attenta direzione dei due cassieri….. Lista Paolo+1….Lista Paolo+1….questa frase fu ripetuta molto dai ragazzi…che quasi non ci credevano di essere dentro…. La descrizione della discoteca la lascio alle foto…perché era inspiegabile ed indescrivibile…ciò che vi era all’interno…. La consolle….la magica consolle…..era lì a due metri da loro…in una specie di gabbia….all’interno aveva appena iniziato a suonare Paco Ymar (Dj resident Matrix) e accanto aveva Zicky il Giullare….un vero stregone con il microfono….faceva fare qualunque cosa alla folla enorme di gente che era in pista…come un burattinaio fa con il suo fedele burattino…
Dopo un breve giro…breve si fa per dire….un dolce vento di musica elettronica buttò i due amici nel mezzo della pista….. La musica non era come tutte le altre che avevano sentito in discoteca…..è proprio vero “God is A Dj”….quella musica entrò rapidamente nelle membra dei due…..che si scordarono tutto….e iniziarono a ballare senza tregua…. La “fauna” del posto…ossia la gente che vi era….non era delle migliori…ma come ci si poteva spettare….molti smascellavano…molti si picchiavano….scene orrende….difficili da sopportare per Jack non abituato a questo tipo di situazioni…. Ballavano…la musica era diventata magia….era diventato qualcosa che apparteneva al tuo sangue….. Non capivano nulla….esistevi solo te e quella consolle….che ti faceva sognare….e scordare quella brutta vita che hai là fuori…. Verso le 2.15….Zicky annunciò il secondo Dj….Federico Scavo….Dj Datch…. Ah già…non ve l’ho ancora detto…chiaramente era la riapertura del 2007 e chiaramente avevano beccato una serata pacco….Party Ufficiale Datch….mamma mia….una lacrime scese dagli occhi dei nostri amici…. Federico Scavo….fu fantastico…..indescrivibile…..assurdo… Mise il primo disco tenendo in bocca una torcia….
Alla frase di Zicky..”Ti voglio Puttana…Matrix..!!”…tutti si posizionarono in ginocchio…alcuni anche distesi per terra….ma quelli stavano collassando….
Con la torcia Federico Scavo illuminò la massa di gente ai suoi piedi….. Attimi di pura follia…di panico collettivo….di estrema exctasy….. Piano piano…mentre partiva il disco….tutti si rialzarono…fino a saltare…compresi anche i nostri due ragazzi…. I loro piedi andavano da soli…al suono di quella musica….e che musica…. Bussava….come un martello pneumatico…non era umana… Altra mezz’ora passata sotto la consolle….senza vedere nulla…senza sentire nulla…se non la musica….la musica Matrix… Jack…ad un certo punto era sfinito…non ne poteva più….stava ballando da più di due ore…e le sue gambe chiedevano pietà…. Chiamò Pauleda….e gli disse di andare a bere qualcosa…chiaramente altra Red Bull….che venne seccata con una rabbia infinita…..Ora erano di nuovo pronti… Si sedettero un attimo nei divanetti…quando ad un certo punto si sentì la voce del giullare urlare: “Da questo momento….nella magica consolle….suona….Suona…SUONAAA….il Re…. Ricky le Roi e Zicky il giullare….la consolle micidiale….” Eccoci…il Re si è sistemato nel suo trono….è ora che inizi il delirio…….







Mjk
(p.s. pronti per la fine??)

lunedì, febbraio 05, 2007

Italia campione della mondo...!! -_-"

Ho fatto questo post unicamente per il Pera, ma chi lo vuole leggere si farà due risahe ugualmente (credo).

Siamo in un momento in cui questo grande gioco che ci ha tenuti stretti quest'estate è diventato follia....pazzia...panico...GUERRA...
Eh si...ragazzi deh....speriamo queste mie pagelle possano risollevare un pò l'animo di tutti....
ma alla fine io l'ho sempre detto...il calcio è finito....per me...
ma nn per il bambino di cinque anni che va regolarmente a giocare al campetto sognando un giorno di diventare un calciatore....
leviamogli di testa i sogni....la realtà è ben diversa....
Siamo in una guerra...in una battaglia.....esiste solo questo ora...

Vabbe torno a farmi di coca....bonaaaa

Luca Bucci
: voto 7 (Parma 0 Milan 1 - 28/01/07)

Non ha l’età di Ballotta –che con i suoi 43 anni è un vero Matusalemme - e nemmeno di Fontana, che ne ha 40; ma con la carta d’identità – che dice 38 a Marzo - anche lui non scherza. Detto questo, la partita che Bucci sfodera a San Siro è da tempi belli, quando Bucci arrivò ad essere – sia pure per poco - prima scelta di Sacchi c.t. azzurro. I riflessi sono rimasti intatti: e non è colpa sua se i compagni, a un certo punto, si dimenticano che Inzaghi esiste. Scoiattolo.

Giuseppe Pancaro: voto 4- (Torino 0 Palermo 3 - 12/11/06)

Forse non se n’è accorto e ha messo la scarpa destra al piede sinistro e la scarpa sinistra al piede destro. Quel che è certo è che il 36enne laterale già della Lazio e del Milan, in un Torino già zoppicante di suo, oggi è un’autentica sciagura. È un suo doppio, sesquipedale svarione a spalancare al Palermo, al minuto 44, la via della vittoria. Zac, nel pallone, lo toglie troppo tardi. Dopo di lui, il diluvio. Jattura.

Angelo Peruzzi: voto 7+ (Lazio 1 Milan 2 - 10/09/06)

Nel solito di solito si dice: mangiarsi un gol grande come una casa. Quello che sbaglia Pirlo, in avvio di secondo tempo, è invece un gol grande come Peruzzi: è bravissimo, infatti, il 36enne portiere laziale a non abboccare alla finta di tiro del numero 21 del Milan che alla fine si trova lo specchio della porta chiuso da un armadio a 4 ante. Guardate poi il capolavoro che compie, in tuffo a mano aperta, su tiro a colpo sicuro di Seedorf. Come direbbe Povia: quando i portieri fanno gol. Portento.

Christian Manfredini: voto 7+ (Lazio 1 Palermo 2 - 17/09/06)

C’era una volta un giovane laterale che nel Chievo dei miracoli faceva faville e che poi, lontano da Verona, aveva fatto perdere ogni ricordo di sé. Ebbene: oggi, l’ormai 31enne Manfredini è tornato a battere un colpo, di quelli che si sentono lontano un miglio. Assalti alla baionetta, grinta da vendere, colpi di testa che nemmeno Boninsegna. Avesse trovato sulla sua strada un altro portiere, invece di Agliardi, di gol ne avrebbe fatti 3. Redivivo.


Mjk

sabato, febbraio 03, 2007

Sogno di una notte parte one


Erano passate da dieci minuti le 2:00 ed era ancora sveglio. Gli occhi spenti persi nel vuoto e la mente piena di pensieri.

Accese la candela e con la sua luce tremolante si riprese da quella pietosa attesa, ora era sdraiato sullo sporco piumone del suo letto, vestito, così era andato a letto, e con nessuna speranza in una buona notte. Con immensa fatica si tirò su e si mise a sedere sul bordo del letto.

Era quello il suo Saloon, il luogo più privato che possedesse. Intorno a lui trovava solo se stesso poiché quelle quattro mura erano per lui i muri tra la sua anima ed il mondo e nessuno poteva permettersi di violare il Saloon, nessuno che non avesse avuto il suo permesso, chiaro.

Si ritrovava ogni tanto, immerso nelle sue fantasie e chiuso nelle preoccupazioni, a perdersi in se stesso fumando ed immaginando un mondo diverso, una storia inventata, una vita mai vissuta.

Si guardo intorno. Illuminati da quel fioco bagliore stavano appoggiati sul comodino gli avanzi di quei grammi d'erba che gli avevano allietato tante di quelle serate di merda, tipo questa, altrimenti così fredde.

A tastoni riuscì a trovare nell'atrio più occulto della sua tasca quella che un tempo poteva assomigliare ad una cartina lunga, tentò di dargli una forma.

“Adoro l'erba” pensò “troppo più comoda, neanche la fatica di sdrumare”.

Accovacciato nel suo “locus ameanus” si diede con sacra devozione a quell'arte considerata dai molti così volgare, sul palmo l'erba, cercò di eliminare gli ultimi grumi formatisi.

Pensava adesso a quanti attimi aveva vissuto su quel letto, quante volte il tempo si era fermato per lui, quante le persone che più o meno con forza erano entrate nella sua vita.

Ogni ricordo ora gli rimbombava nel cervello, ognuno apparteneva ad una particolare ragazza. In maniera diversa infatti l'avevano, volente o no, accompagnato durante la sua strada e chissà se cel' avesse fatta senza i suoi angeli :“Che poi proprio ''angeli'' non erano” obiettò a se stesso...

Ma le aveva amate tutte quante quelle compagne, ognuna in modo diverso, con chi aveva creato sogni, speranze, con chi invece aveva solo vissuto il sogno di un momento; di ognuna aveva imparato ad apprezzare i pregi ed amare i difetti, tanto quanto i particolari che la rendevano unica... “Deve essere lo sguardo a cambiare” pensò e continuò nel suo lavoro...

“Perfetta” sussurrò soddisfatto alla fine, la fissò ancora una attimo, si sentiva come un padre di fronte alla sua creazione più bella e gli voleva quasi bene....

Fini l'opera tamburllandola sulla cintura dei suoi Levi's assicurandosi che non un solo chicco scappasse, la accarezzò un ultima volta donandogli una forma più regolare. Era pronta.

La fiamma della candela bruciava lentamente la carta in eccesso mentre il calore si avvicinava al tabacco. Il primo tiro era sacro. Incandescente l'erba risplendeva nel oscurità della stanza come una stella lontana lotta per il suo posto nello spazio. I polmoni si riempirono di quell'insolito amico . Si ributtò sul letto. Ora più nessun pensiero gli attraversava la mente, lo sguardo perso nel vuoto accogliente della camera arrivava a scontrarsi troppo presto con il soffitto. La cosa lo infastidiva ma non ci penò più di tanto.

Con lenti respiri aspettava che il fumo gli scaldasse la gola per trattenere un istante il fiato, l'unico rumore i saltuari scoppiettii dell'erba che quasi lo divertivano. Espirò ed una bianca nuvola di panna fuggì dalla sua bocca socchiusa. Concluse quel tiro con un cerchio. Chiaramente perfetto.

Ora più niente, un caldo capogiro lo invitò a chiudere gli occhi.

«Trasumanar.......e il naufragar m'è dolce in questo mare»
Capiva adesso, rise, guardò la candela, la spense.

Ma sopraggiunse una melodia nuova, sposa di un acre profumo che li permeò le narici.

Anche se mai ascoltata prima la conosceva bene, era l'agonia dell'attesa del giorno dopo, la tremenda attesa del domani che tornava con irruenza a sfondare le porte di quel paradiso. “E sarà anche questa una lunga notte..." pensò ma chiuse gli occhi e si lascio andare....

R.C.

venerdì, febbraio 02, 2007

GiOpHzzzzzzzz' s on the left

A dirla in veritas avevo loggatto {voce del verbo loggare[per il pera che ha sempre da ridire (fra l'altro stimerò un sacco chiunque riesca a raccapezzarsi in questa sorta di espressione logico-grammaticale) sull'etimologia delle parole] da ben distinguersi da logouttare, dal significato decisamente antitetico} perchè mi ero finalmente deciso di postare la parte seconda di un mio ormai remoto post dal titolo "Una notte piena di stelle"... ma visto l'andazzo decisamente metafisico-depressivo che sta imboccando sto Blog... penso che andrò a farmi una pera senza laccio.
D_G