mercoledì, marzo 28, 2007


...Noi siamo quella razza che non sta troppo bene, che 'l giorno salta ' fossi e la sera le cene.

Lo posso gridar forte, fino a diventar fioco: noi siamo quella razza che tromba tanto poco.
Noi siamo quella razza che al cinema s'intasa per veder donne ignude e farsi seghe a casa.
Eppure la natura ci insegna, sia sui monti sia a valle, che si può nascer bruchi per diventar farfalle.
Ecco, noi siamo quella razza che l'è tra le più strane,che bruchi siamo nati e bruchi si rimane.
Quella razza siamo noi, è inutile far finta,ci ha trombato la miseria e siam rimasti incinta...

-
Carlo Monni-




D_G







venerdì, marzo 23, 2007

Ipsi dixerunt...

Il software è come il sesso...
...meglio quando è libero. (Linus Torvalds)

Se vuoi viaggiare per il mondo ed essere invitato a parlare in un sacco di posti diversi, basta che tu scriva un sistema operativo Unix... (Linus Torvalds)

-Mr. Gandhi, cosa ne pensa della civiltà occidentale?-
-Credo che sarebbe un'ottima idea!- (Mahatma Gandhi)

Qualcuno rovesciò il calamaio sulla tela. Ora si vanta: "Ho dipinto la notte".
(Rabindranath Tagore)

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo... (Voltaire)

Io non ho un problema di droga. Ho un problema di polizia... (Keith Richards)


Personalità: è questo che permette a una relazione di durare a lungo... Come l'eroina: lei sì che ne ha di personalità... (Sick Boy, Trainspotting)

Gli americani hanno bisogno del telefono; noi (inglesi) no. Abbiamo fattorini in abbondanza... Wiliam Preece, ingegnere capo delle Poste britanniche, 1876)



D_G

Sogno di una notte: parte two


Come fumo passivo la valle si riempì di bianche nuvole. Era nel deserto più desolato ed il sole laggiù, dietro l'Infinito, si tuffava in quello splendente mare di sabbia. Rosso era il colore che bruciava intorno a lui sentendolo ora proprio ora estraneo.
Alzò lo sguardo al cielo, Lucifero splendeva orgogliosa, lei, guida di marinai antichi e viandanti remoti.
Scagliò una freccia a quel faro sicuro e con lo sguardo seguì il suo lungo viaggio.
L'universo, colpito nel cuore, era un grandissimo specchio che andava in frantumi;
la strada da percorrere era lunga, il deserto vasto e spietato, intorno al lui cristalli di cielo si schiantavano pesantemente sulla sabbia. Corse ma il sole, la sua salvezza, era ancora troppo lontano quindi si fermò a guardare il suo riflesso sulla sabbia d'orata.
Frequenze d'onde debolmente sospinte verso la riva spezzettavano quel ritratto impressionista, le macchie di colore che figuravano il suo viso prendevano forma e rendevano un angelo irradiato dalla luce ciò che era il banale mondo della realtà.
Si tuffò ma rigido si sentì un sasso, il suo corpo troppo pesante sprofondava. L'acqua era profonda e l'ombra del sole, ormai una stella nei suoi ricordi, stava lentamente sparendo. Fissandola come un sommo desiderio ed arrancando cercò di risalire. Il fiato mancava, imprecando continuava la sua discesa senza speranza. Nuotava ma tutto fu inutile e l'oceano lo inghiotti. Con l'acqua che glia aveva ormai riempito i polmoni raggiunse il fondo, più nulla.
Si risvegliò sulle rive di un lago, un luogo familiare e bellissimo, gli alti abeti conoravano quel paradiso terrestre come cornice di un quadro realista ed all'orizzonte le montagne innevate erano gli specchi della bellezza del sole.
La sua anima prima presa dall'angoscia era ora quieta e felice. La bellezza di quel paesaggio era filtrata nei suoi sentimenti e tutto era immobile e bellissimo.
Mentre ancora cercava di ritrovarsi in quel luogo sentì da dietro una frasca un risata che, tanto ingenua quanto spensierata, lo costrinse a voltarsi.
Dietro quella siepe che fino ad allora gli aveva coperto la vista, stava un piccolo lago d'acqua argentata, i salici sulla riva opposta sembravano abbeverarsi come animali in un oasi dopo un lungo cammino. Poteva essere il paradiso. Era il paradiso.
Ma non fu questo a colpirlo, la sua attenzione fu catturata da un figura di donna che in mezzo al lago nuotava e cantava, forse ignara della sua presenza, forse indifferente.
Era una ragazza bellissima, vestita di niente, solo lunghi capelli biondi le sfioravano il corpo seguendola poi, persi nell'acqua, come un lungo vestito vestito da sposa.
Nel vederla rimase immobile, quasi imbecille, in piedi senza dire un parola.
Tutto ciò che lo circondava spariva, quello che prima era il paradiso ora era nulla.
La ragazza lo vide, ferma in mezzo al lago non disse una parola e senza alcun frivolo sentimento di pudore si alzò in piedi.
Nessun pensiero osò interrompere quel magnifico incantesimo di sguardi. La ragazza continuava a fissarlo.
Senza accorgersene mosse il primo passo verso il lago, lei rimaneva li, non un gesto, non una parola, tutto era già troppo chiaro.
Il cuore batteva, impazziva spinto da un fortissima angoscia. Ma non gli importava, anzi, probabilmente neanche lo sentiva.
Il primo passo nell'acqua, era gelida, ma non gli importava, probabilmente neanche se ne accorgeva. Un branco di piccoli pesci fuggì via saltando.
Ora l'acqua gli arrivava alla vita, era di fronte a lei. Non aveva mai smesso di guardarla in tutto questo tempo.
I suoi occhi che gli erano ora vicini, pensò fossero lo specchio di quel magnifico paesaggio,erano verdi del riflesso dell'acqua, ma contenevano la bontà di chi innocente arriva al mondo, la tristezza di chi innocente ha imparato a conoscerlo.
L'angelo gli pose le mai. Un brivido gli percorse la schiena per fermarsi allo stomaco. Sotto la luce del sole al tramonto gli smeraldi della città di Oz mai avrebbero brillato così.
Più niente. Perso negli occhi di quella bellissima ragazza entrò in quell'infinito nulla che era nelle sue pupille, si dimenticò di esistere. Un vento gelido gli penetrò le ossa. Come da un lungo sonno si risvegliò di soprassalto, riprese coscienza di se stesso. Una tremenda paura gli prese le membra. Stava cadendo. Stava cadendo nel nulla.
R.C.

martedì, marzo 20, 2007

Reality is Back

...E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.

"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".

E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la
tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo...

L'essenziale è invisibile agli occhi...
(Antoine de Saint Exupery)...










D_G

domenica, marzo 18, 2007

Absinth

Il mondo è così privo d'amore,
io disimparo ad odiare in fondo
se perdi il controllo non fai niente di male
io ricerco lo scontro
ma conosco la pace pensi a quello che farai
e a quello che smetterai di fare
la pioggia, le feste, il dottore,
l'alcohol, i discorsi, le moto degli altri,
l'acqua calda, il fumo, l'arrosto,
costruire una capanna, i massaggi,
la crisi, le associazioni, la suora,
il prete, gli sposi,
la marijuana fanno bene fanno male,
sto bene sto male fanno bene fanno male,
sto bene sto male
farsi domande a risposte che non avete affatto
fai una cosa poi non sai più se ci credi
poi tanto avere orologi sballati
o non averne affatto (strano, strano)
se non sbaglio stamattina
era il 1904 le sfide, l
e vacanze, lo stato, la frutta,
i soldi, mangiarsi le unghie
gli amici imborghesiti, sado-maso,
l'erba voglio, cibo giapponese,
i dischi, capire Battiato, film d'orrore,
le case chiuse fanno bene fanno male,
sto bene sto male (the song of nothing)
fanno bene fanno male, sto bene sto male
(the power of nothing) fanno bene fanno male,
sto bene sto male, infatti fa bene fa male
gli effetti speciali, la polizia,
travestirsi, la censura, l'oppio,
la religione, il lego,
l'assenzio fanno bene fanno male,
sto bene sto male (the song of nothing)
fanno bene fanno male, sto bene sto male
(the power of nothing)
fanno bene fanno male, sto bene sto male,
fa bene fa male,
fate male e state bene invece...
sto bene sto male...

sabato, marzo 17, 2007

17/03/07

Eccomi, eccoci, eccoli...
sono, siamo, sennò da Jack e sto, stiamo, state qui a scatolare una scarpa color scarpone, scarpa in una scarpata dove, ove, piove una carpa di nome Marta.
Comunque sia, io dico: cosa c'è di meglio di una birra e di una univoca funzione; di fatto mi chiedo come mai, e per quale astruso motivo l'evidenziare i fatti e i fattoni, che prossimi all'intendere ove possa giacere una piazza, ove possa giacere una pazza, dunque sarò breve e circonciso, affermando le seguenti tesi che stanno alla base della costituzione dello Stato indipendente di Pedonia.
1) ogni animale animato ha diritto a mimare con espressioni longeve.
2) ogni mina ha diritto ha un piede di porco che possa esserle d'aiuto nei casi di bisogno.
3) coloro che colorano il cielo hanno diritto a vitto e alloggio.
4) è legale omicidiare gli omicidievoli omini e omine, o mine che omicidiano gli omini e l'omine, o mine.
5) la giacca è color cacca.
6) La cacca è color giacca.
7) i nani sono sette, e dovranno essere venerati come dei...dei.
8) l'oche i sport è salvo.
9) ogni vetro è colorato.
10) ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
11) ad ogni nazione corrisponde una nreazione contraria, pregnante e particolare.
12) aulico, aula, e augelli sono come fragili ginchinelli.
13) l'amaca è tua amica.
14) hai mica un'amaca.
15) rispettala e dondolala.

Codeste, queste, 'ste proposizioni articolate ed arrangiate stanno, stai, starai per bere un caffè.


RN


Barza...!!


Prima che inizi il diluvio universale, Noè fa salire sull'arca tutti gli animali in coppia.
Vi sale il leone e la leonessa, il cane e la cagna.
Ad un certo punto vede arrivare un pesce tutto solo....
Noè sbigottito per questa starna visione esclamò: "Ma te chi sei?? Perchè sei solo?"
Il pesce rispose: "Sono il pesce - Sega"


Mjk

venerdì, marzo 02, 2007

Eventi indimenticabili di quasi primavera......

3 sono gli eventi da non perdere prima dell'agonia dell'esame, che è ormai alle porte:

iniziamo con uno dei film più attesi....ad Aprile in Italia esce.....300


poi sempre lo stesso mese come perdere il 16-17-18...Quei bravi Racazzi..! lo spettacolo di Ceccherini e Paci che dopo 10 anni tornano a teatro...









ed infine, ma non meno importante (anzi) il 16 e il 17 giugno arrivano in Italia i Chemical Brothers....da non perdere mai...(compro i biglietti prox settimana ;) )...
Nuovo album e di nuovo tour europeo...anche in italia...tappe: roma e milano...






Mjk