sabato, dicembre 30, 2006

ho tre cose da dire:

  1. DEH
  2. DIANE
  3. PESO

mercoledì, dicembre 27, 2006

Hopes & Fears

Sono qui a non fare nulla…nella più totale incoscienza e sonnolenza….Posso mettermi a fare discorsi post-natalizi…o discorsi che hanno un capo e una coda….Ma ne sono del tutto incapace…meglio quelli che non hanno senso….

Vivo perché ritengo che ci siano valori sopra tutti, quali la lealtà, l’amicizia, la famiglia, e perché no anche il css….

Vivo aspettando che Dio un giorno mi bussi alla porta e mi dica che l’ho scialaha non credendo in lui….Dio alla fine è l’unica ancora di salvezza

Vivo sperando che la mia vita non abbia mai una fine….ma poi che cosa è realmente la fine….

Vivo ritenendo che ciò che mi sia stato dato non sia qualcosa definito dal fato…ma sia qualcosa definito da me…

Vivo perché so che alla fine mi innamorerò di una donna che non sia superficiale né tanto meno incoerente….

Vivo per il basket…e per la Fortitudo

Vivo per gli amici…e per il sorriso che ogni giorno mi strappano….

Vivo per scroccare….perché ormai la gente si ricorda di me solo per questo….

Vivo perché esiste qualcosa dentro che mi spinge ad andare avanti e a non mollare mai.,…

Vivo per non comportarmi male con nessuno…anche se poi lo faccio…

Vivo ringraziando ogni giorno di essere nato in questa epoca ed in questo stato di benessere materiale…perché è quello di cui stiamo parlando….

Vivo definendo l’anima come qualcosa di corruttibile….esiste….brucia….muore….

Vivo perché ho accanto persone che mi danno qualcosa ogni giorno….

Vivo per il fumo…cioè per la morte…una contraddizione sembra…

Vivo….non so perché….ma ogni giorno mi sveglio e non sono morto….e quindi….

Vivo….




domenica, dicembre 24, 2006

Auguri di Buon Natale dagli $b..!!

















Dallo stesso deserto, nella stessa notte, sempre i miei occhi stanchi si destano alla stella d'argento, sempre, senza che si commuovano i Re della vita, i tre magi, cuore, anima, spirito.

Quando ce ne andremo di là dalle rive e dai monti, a salutare la nascita del nuovo lavoro, la saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei demoni, la fine della superstizione, ad adorare - per primi! - Natale sulla terra!


[Arthur Rimbaud]

venerdì, dicembre 22, 2006

Quello che non c'è


La sigaretta era ormai sul punto di spengersi, ma jack era deciso a fumarsi anche il filtro. Da tanto tempo non provava quella sensazione: un misto di paura ed eccitazione che lo faceva andare su di giri.
Spento il cicchino diede un altro sguardo alla valigetta ... l'eccitazione aumentò, quella era roba grossa ed era costata la vita a diverse persone. In effetti Jack in quella notte ne aveva ammazzati tanti, tutti fottuti poliziotti che avevano provato a fermarlo. Guardò la sua pistola argentata splendente, una desert eagle di prima serie, di quelle che quando colpiscono non lasciano il segno, nel senso che non rimane niente...prese uno straccio e cominciò a pulirla dal sangue di cui si era macchiata "colpire a bruciapelo è fantastico, ma comporta un certo lavoro dopo.." pensò con un amaro sorriso sulla bocca.
Fu in quel momento accadde una cosa che turbò profondamente Jack: qualcuno bussò alla porta. Eppure chi poteva averlo trovato su quella sudicia stanza sulla ventiduesima... Lo sapeva solo una persona... Si avvicinò fingendo un atteggiamento più normale possibile "Chi è?", chiese,"Il suo champagne"-"io non ho ordinato nessun..." ...BANG!... Non ebbe neanche il tempo di finire la frase che il suo addome fu devastato da un colpo di fucile a pompa.
l'ultimo sguardo dell'uomo cadde sul volto del suo assassino; era suo figlio.


"La considero la tua assicurazione sulla vita, papà".





By Giovanni Trecci

posted by cecche -.-

IL Principe... le isole... le principesse... e Dio...


"C'era una volta un giovane principe che credeva in tutte le cose tranne che in tre: non credeva nelle principesse, non credeva nelle isole e non credeva in Dio.
Suo padre,il re, gli aveva detto che queste cose non esistevano e, siccome nel regno paterno non vi era traccia né di principesse, né di isole e né tantomeno di Dio, il principe credeva a quanto detto dal genitore.
Ma un bel giorno, il principe lasciò il palazzo reale e giunse nel paese vicino: qui, con sua gran meraviglia, da ogni punto della costa vide delle isole e su queste altrettante attraenti e regali fanciulle.
Si era già messo in cerca di un'imbarcazione, quando lungo la spiaggia gli si avvicinò un uomo elegantemente vestito in abito da sera.
Domandò allora il giovane principe , se quelle fossero isole con sopra autentiche principesse e, alla risposta affermativa, chiese dove fosse allora Dio.
Rimase sbalordito quando il distinto signore gli rivelò, con un inchino, che Dio era proprio lui.
Il giovane principe, allora, tornò a casa e si recò dal padre per comunicargli, con un certo tono di rimprovero, che aveva visto le isole, le principesse ed addirittura Dio.
Il re rimase impassibile e gli chiese le caratteristiche del signore che aveva incontrato sulla spiaggia.
Saputo dunque che tra le altre cose questo portava le maniche rimboccate, sorrise il re e disse al figlio che quella era la caratteristica dei maghi, e che era stato quindi ingannato.
A questo punto il principe ritornò nel paese vicino e si recò nella stessa spiaggia della prima volta, incontrando di nuovo l'uomo in abito da sera.
L'apostrofò con rabbia per le bugie che gli aveva detto, riportandogli le parole del padre.
L'uomo della spiaggia sorrise e gli confermò che era un mago, confidandogli, però, che anche suo padre era un mago e lo teneva sotto un incantesimo che gli impediva di vedere la verità delle cose. quanto appreso in precedenza.
Il principe allora sommerso di dubbi ritornò a casa e quando incontrò il padre gli chiese, fissandolo negli occhi, se fosse realmente un mago.
Il re sorrise e si rimboccò le maniche.
Di fronte ad una tale situazione di inganni e di incomprensione e, nell'impossibilità di comprendere il senso delle cose, il principe fu preso da una profonda tristezza e decise di uccidersi.
Ma di fronte alla Morte che lo invitava ad andare con lei, il principe ebbe un brivido e , ricordandosi quelle isole che tanto lo avevano affascinato e soffermandosi sulla straordinaria bellezza di quelle fanciulle sebbene forse irreali ,rincuorato, tornò su i suoi passi.
Allora il padre, di fronte a questa difficile scelta, sorridendo compiaciuto, gli comunicò che stava anche lui diventando un mago.
Il giovane si rimboccò le maniche.


-D.g.-

La musica oggi... la musica ieri...


"C'è una casa tra i monti in Galles...
Bron-Yr-Aur la chiamano...
'Il seno d'oro'.
E' una bella casa...
aria pulita, affacciata sul lago, lontana dai fumi, lontana dai claxon.
Un ragazzo... folti riccioli biondi, si e no vent'anni...
Sta accovacciato su di un muretto a secco, mentre intreccia lunghi soffioni con fiori di campo...
Fischietta un lento motivetto in LAm..."
Che poi sia andata così... Chissà...
Beh... Magari poi non era tanto la casa tra i monti... quanto l'Hyde Park di Londra...
Perchè poi beh... corre poco tra lunghi soffioni e lunghi cann... vabbè lasciamo perdere... In fondo sono gli anni '70. Succede di tutto.
Ma non è ne di Hippie ne furgoncini Volkswagen che voglio parlare... Ho voluto iniziare parlando di "Starway to Haeven" e del Paradiso in cui nata perchè ormai sotto lo sfondo così cupo dell'attuale civiltà del benessere anche le arti tendono a confondersi, a smarrire la loro identità. Le comunicazioni di massa, la radio e soprattutto la televisione, hanno tentato non senza successo di annientare ogni possibilità di solitudine e di riflessione.
Se poi a questo ci aggiungi un' aria di piombo... il rumore del traffico...
Uscire dal centro? Quaranta minuti. Ti passa la voglia.
E se è davvero giusto quello che ci dice Hegel che "la musica dovrebbe elevare l'anima al di sopra di se stessa, farla librare al di sopra del suo soggetto e creare una regione dove, libera da ogni affanno, possa rifugiarsi senza ostacoli nel puro sentimento di se stessa"...
Beh... datetemi retta... Ora come ora... mi calo una pasta... passo alla techno.


D.g.

Altro video pregio by Bigne

Fa un pò skifo ragazzi....ma ora saprete come vanno a finire le nostre feste....
Questa volta a pagarla è stato il Rago...


mercoledì, dicembre 20, 2006

....Pensieri pre-assembleah....


É da parecchio tempo che non scrivevo qualcosa e, in particolare, non avevo mai scritto niente sul blog...ma ora, in questo giorno di assemblea dopo essermi sbattuto le palle per due giorni per la scuola, ho voglia di mettermi qua una mezz'ora prima di spararmi un “Le invasioni barbariche” ed andare a sostenere un dibattito che non sarà degno neanche di essere chiamato tale....La vita pone le persone davanti a molte scelte, nessuna delle quali andrà condannata, in fondo ognuno si scelga la propia filosofia del tirare avanti senza rompere troppo i coglioni agli altri e saremo tutti più contenti....ma ci sono decisioni che alla nostra età erano già state prese, senza chiederti il permesso, senza sentire un tuo parere: tu eri ancora bambino senza un' adeguata cosienza e autosufficenza. k, ammetto di essere parecchio on the left this moorning ma, sarà per il tempo di merda, per un assemblea che se non c'era era meglio, per macelli di ogni genere, sono così (almeno per i prox dieci minuti)...comunque, alle volte mi ritengo davvero fortunato a non aver sofferto la miseria che ci sta intorno, non dico la sfiga di essere nato in Congo, dico aver sofferto la miseria d'animo di molta gente, essermi potuto confrontare nel corso delle mie esperienze con persone che non mi abbiano mai tappato le ali lasciandomi la scelta di fare ciò che mi pareva. Mi ritengo fortunato perche ho amici che non considero schiavi di qualche dogma morale, politico, o checchessia(si scrive cosi?mah...vabè...), con cui sono cresciuto senza rimanere vittima dell'ignoranza che dilaga nelle “bande” che si credono padrone delle città. Alla fine è tutta una questione di Libertà, più le tue esperienze ti porano lontano dal buio delle catene(morali, mentali, fisiche) e più sei libero di agire e di formarti. Non penso che nessuno voglia restare chiuso nel suo mondo.
Così mi incazzo se vedo qualcuno che ancora rimane nel suo brodo, ignorante di ciò ma costretto nella sua fetta di realtà, che questa persona sia un neo- fascista inneggiante il duce perchè trovatosi un giorno con i suoi amici da stadio rasato a zero a scrivere “Boia chi molla” su una Piazza (uguale anche la controparte rossa), oppure una ragazza che della vita aveva capito quello che il Destino gli aveva mostrato, ed a volte il Destino è verametne uno stronzo.....
Poi le decisioni tele prendi da te, quelle serie, quelle vere, e che prima della maggiore età un ragazzo è sollevato da ogni responsabilità, beh, è una grande stronzata, che quindi non ti salva....comunque sia, qualunque età tu abbia, quando si pongono è sempre troppo presto e le risposte che dai mai troppo sicure...ognuno prenda le decisioni che vuole, ognuno si scelga la vita che più gli va a genio, e se è vero che nessuno può farlo allora che si scelga il modo migliore di affrontarla ma non sfuggirò alle mie responsabilità. Libertà è saper imboccare una strada misurandoci con ciò che ci verrà incontro, “La catena più grande è non avere il coraggio di affrontare la vita...”

R.C.

martedì, dicembre 19, 2006

Red Norum

venerdì, dicembre 15, 2006

...



www.smokingboys.tk --> è un forum...se volete dirci qualcosa...o raccontarci stronzate...

martedì, dicembre 12, 2006

"Una notte piena di stelle" Parte 1

Erano circa le 2 e trentacinque quando la roba inizio a fare effetto.
"Solo un paio di tiri... niente di che... " disse Betty Drum mentre girava una cartina e delle strane foglie di striatura arancione "...'ndate tranquilli."
Ed eccolo già li, accovacciato dietro lo stanzino adiacente la piscina, completamnte perso nel suo lavoro certosino...
Mentre quel denso vapore che si alzava da terra faceva gonfiare le vene.
...cosi ecco che mentre le lunghe dita scorrevano agili, già un cerchio Pawanee si veniva a formare intorno al biondo ragazzo.
I muscoli gonfi... i tendini tesi.
"Allora... ci siamo tutti?Bene... 'Chi la rizza l'appizza' naturalmente..." esclamo Betty, soddisfatto ed allo stesso tempo impaziente per il suo capolavoro tabagistico...
E quel continuo su e giu per la spina dorsale. Un brivido ci accarezzava tutte le vertebre.
...E così tocco a Betty ...e da questi a Joint Lex ...per poi passare per Giof ... senza mai scordarsi di Cek e Mr Camel...
Ebeti sorrisi presero forma sotto i nostri sguardi vuoti... mentre quel poco che rimaneva di un filtro si adagiava tra le labbra del biondo...
"Beh... 'Chi la rizza l'appizza'...- sogghignò il violista, mentre il Locomotive trasudava i suoi neri polmoni- ...ma se vuole l'ammazza..."

to be continued...

-D.g.-

Capitolo 3

Day 1

Scossi dalla sveglia del cellulare del Pera, i ragazzi si alzarono dalla loro branda.
Una luce soffusa, quasi fioca passava dalla finestra, accanto al letto di Jack.
Come accade in questi casi, tutti attendono che qualcuno si alzi prima di alzarsi pure loro.
L’attesa durò parecchi minuti, poi il più intrepido tra tutti si alzò. Fu Levy che iniziò ad urlare per richiamare gli altri all’ordine. Piano piano delle coperte si alzarono, e i nostri amici si alzarono uno ad uno.
Avrebbero voluto rimanere ancora a lungo al letto, ma vi era molte cose da vedere a Barcellona, e troppo poco tempo.
Era una bella giornata, il sole era posato in un cielo limpido, e abbracciava tutta la città con i suoi raggi.
Rifatti a fatica i letti,perchè c’era qualcuno ancora che non sapeva fare nulla (Jack), scesero al piano di sotto per vedere come si faceva a mangiare qualcosa per colazione.
Il terrazzone era deserto e alla reception non vi era la stessa tipa che gli aveva accolti. Presi dal panico, decisero di spostarsi in città per fare colazione ed iniziare a visitare un po’ quella città. All’ostello ci sarebbero ritornati solo in tarda serata.
Appena preso l’uscio della porta, vi fu un incontro alquanto insolito.
Un uomo sulla trentina che andava in giro con una ciotola di cereali in mano, li salutò (chiaramente in inglese) con molta cordialità. Cek iniziò a parlarci. Voleva sapere che razza di persona era e da dove venisse, e soprattutto cosa facesse a Barcellona. Si chiamava Max ed era russo. Si vedeva già da un primo sguardo che era russo perché mangiava con foga e soprattutto era un “nodo di uomo”.
Simpatico e cordiale, parlava a fatica l’inglese e quindi si intese subito col Cek, che non era certo un cima in questa materia ( parlava mezzo inglese masticato, mezzo fiorentino strascicato….mah.!!).
Salutatolo , i ragazzi, dopo aver studiato il tragitto da fare per arrivare nel centro di Barcellona, andarono alla fermata dell’autobus, che passava ogni 15 min. Quella mattina arrivò in maniera rapida, ma non fu così per il resto dei giorni.
Appena saliti, l’autista iniziò a dire qualcosa in catalano, con un tono di voce abbastanza irritato.
I ragazzi non capirono nulla, ma sicuramente intuirono che non erano ben accetti in quella città in quanto turisti. Partirono offese, le mamme vennero offese, imprecazioni da una parte all’altra, lungo questo autobus semivuoto.
Fatto sta dopo 40 minuti di viaggio, scesero vicino a Plaça di Catalunya.
La prima cosa fondamentale era fare colazione e soprattutto comprare i cicchini, che costavano molto meno in Spagna.
Erano tutti affamati….di nicotina.
Entrarono in un bar, abbastanza moderno che si trovava in prossimità della Plaza. La cosa che colpì i sette ragazzi non fu l'insegna moderna o il profumo che emanava all'esterno, ma bensì il distributore di sigarette all'interno, che ti invitava ad entrare.
Tommy non riuscì a resistere, e come Ulisse e i suoi compagni fu intrappolato dal canto di quella sirena incantata chiamata tabacco.
Erano circa le 10.45 di mattina e il bar era quasi totalmente pieno. Vi era un lungo bancone di legno sulla destra ed accanto il distributore di sigarette. Dal bancone le bariste ti chiedevano...chiaramente in catalano...cosa desideravi. La discussione fu tragica, ma alla fine riuscirono a capire. I tavoli erano disposti in maniera alquanto strana ed insolita. Non è che vi erano due stanze una per fumatori e una per i non-fumatori...i tavoli erano nella stessa stanza...sia fumatori che non-fumatori....mah...sono strani sti spagnoli.
Non potete immaginare la goia dei ragazzi che dopo un capuccino (alquanto penoso)...restarono a sedere e si accesero una sigaretta, tutti insieme.
Dopo aver finito di fumare la loro prima sigaretta del giorno, si incamminarono verso la Plaça e di conseguenza verso le Ramblas. Jack e Tommy, usciti dal bar, se ne accesero un'altra.
Nei pressi delle Ramblas si trovava l' HRC, un posto fantastico e delirante per gli amanti folli della musica. Chiaramente non un posto che ha la funzione di ristorarti, ma sicuramente di darti una lieve cultura musicale. Alex, Gioff, Tommy, Levy persero il capo.....Cek e Jack rimasero affascinati....al Pera gliene batteva il giusto...pensava sopratutto all'itinerario di quel giorno.
Comprarono i vari gadget e ricordi da portare a casa; chi magliette, chi bicchieri da shot, chi bacchette per batteria. Insomma comprarono il giusto necessario ed uscirono, non prima però di aver fumato un'altra sigaretta all'interno di quel tempio della musica.
Si diressero subito sulle Ramblas, che partivano da Playa della Catalunya per giungere al porto, indicato dalla statua dedicata a Cristoforo Colombo.
Queste Ramblas possono essere definite dei Vialoni, ma non avete idea di quanta gente vi era quella mattina.
Come un fiume in piena che stava per strabordare dalle sue rive, così era in quel momento la Rambla.....piena di gente, caotica, se si può dire infernale, dovevi andare avanti sgomitanto.
Lungo il suo percorso incontravi fontane, baracchini che vendevano oggetti o animali, statue di cera, statue viventi che riprendevano personaggi famosi o anche periodi dell'anno (vi era uno vestito con fiori....ricordatevelo perche ci servirà più tardi). Insomma di tutto di più come in un bazaar arabo.
Nel percorrerlo e nel fermarsi nei vari negozi (Nike e Tatoo), il sole era già giunto perfettamente sulla testa dei nostri amici, e la loro pancia iniziava a mormorare.
Avevano tutti gusti strani e differenti, e non ne potevano più di mangiare hamburger. Così decisero di dividersi, decidendo successivamente di ritrovarsi verso le 15 nello stesso punto in cui si stavano lasciando, sotto cioè un'insegna rossa.
Il problema è che lungo le Ramblas ci saranno milioni di cartelloni ed insegne rosse e fu molto difficile per i nostri amici ritrovarsi.
Ma tralasciamo quetso fatto per un attimo e parliamo del pranzo.
Jack, Levy e Giof scelsero un piccolo kebabbaro lì vicino.
Piccolo, confortevole e grazioso. Costava poco, e si mangiava tanto: meglio di così! Finiti i rispettivi panini e felafel (Giof), uscirono e si misero ad aspettare sotto uno dei tanti cartelli rossi.
Pera e Cek invece volevano fare i divi, e quindi entrarono in un ristorantino ed ordinarono una Paella: mangiato poco ma bene, e speso abbastanza. Comunque uscirono da quel posto soddisfatti e con la pancia piena, e si misero ad aspettare sotto un cartello rosso, dalla parte opposta degli altri tre.
Infine rimanevano Alex e Tommy.
Li potrei definire solo dei folli...in quanto vista l'insegna di Burger King, entrarono e, vista la novità mai provata, iniziarono ad ordinare menù a sfare.
Se vi ricordate è il sesto menù di Tommy nell'arco di due giorni. Addio fegato!
Alex iniziò a sbarellare, ma uscito dal fast food insieme a Tommy, si avvicinarono barcollando sotto un'altra insegna rossa, molto distante (ma visibile) dagli altri.
Cek e Pera videro e ben presto riconobbero Jack, Levy e Giof, ed insieme si unirono in uno stesso gruppo sotto un unico cartello rosso. Degli altri non c'era traccia.
Dovete sapere che Tommy li stava fissando da 30 minuti circa ma che essendo praticamente cieco non li riconosceva.
Vabbè alla fine tutto andò per il meglio perchè Alex li vide ed insieme al "cieco" si riaggrupparono sotto un'unica insegna rossa.
Il loro itinerario continuava, senza sosta e senza paura. Erano affascinati da quella città e da questo nuovo ambiente, in cui stavano penetrando. Interessati e curiosi, forse folli ed incoscienti, o forse solo giovani.


domenica, dicembre 03, 2006

deh...

non so mai cosa scrivere, quando malauguratamente decido di creare un nuovo post, nella casella dedicata al titolo, per questo fa così skifo di solito.


cekke.

ps. non è un post inutile, dovete coglierne il senso.